Le case Danzanti

Le Case Danzanti

Le Case Danzanti

Scoprire l'anima della città facendo rivivere gli edifici, antichi e non, facendo trasparire i pensieri, la vita, i sogni di coloro che vi hanno trascorso all'interno parte della loro esistenza. Centri storici come entità viventi, scomposti e ricomposti, in parte reinventandone l'assetto, case che si rianimano, come in un infantile girotondo, intrecciando il loro destino con le voci, le idee, i suoni, il bisbiglìo dei loro abitanti passati e futuri. Sulla tela rivivono le loro sensazioni, i sorrisi, le emozioni, gli attriti e gli amori. Sono case arroccate, inerpicate, le une sulle altre, aggrappate alla roccia e al tempo, come fossero le tessere di un fragile e raffinato mosaico. Sono case in cammino, che vorrebbero volare, che vorrebbero danzare la loro storia; case che si ribellano perché private di calore e di voce, svuotate di umanità, di quei mille minuti mestieri che le rendevano vive, trasformate invece in merce, semplice e freddo oggetto di profitto. Dipingerle significa far parlare questi edifici, queste città, e attraverso il colore e la sua matericità dare loro voce, rendere limpido il dialogo con il passato, con le ragioni del costruito. E così i colori diventano i loro e i nostri stati emotivi, sono l'impatto e il graffio con il tempo, sono il vento che scuote la mente inorpidita, la poca capacità critica, sono la rinuncia ai gesti conformati, ai suoni senz'anima, alla non comunicazione, alla standardizzazione delle idee e dei consumi, sono sogni e progetti, sono musica, sono il sole che accompagna la nostra vita.

The Dancing Houses

Discover the town's soul, making the old and recent buildings come to life again, showing through their walls the thoughts, lives and dreams of the people who spent part of their existence inside them. Old centres as living entities dismantled and reconstructed, reinventing partially the order, houses which recover consciousness, as in a childish game, interweaving their destiny with the voices, ideas, sounds, ancient trades of their past and future inhabitants. On the canvas their sensations, smiles, emotions, hatreds and loves come joyfully alive. Houses rising, drooping, flowing, towering, clinging to the rock and to time, as if they were tesseras of a fragile and refined mosaic. They are houses on their way, wishing to fly, wishing to dance their history; houses which revolt because someone has emptied them of humanity, depriving them of their voice, their sounds, the thousand little crafts which made them alive, instead turning them into commodities, simple and cold objects of profit. Painting these buildings, these towns, is making them speak. It is giving voice, through colour and its materiality and texture, making clear the dialogue with the past, with the rationale behind their construction. The colours are the houses and our emotional states. They are the clash with time, the wind, which shakes the torpid mind, the feeble critical capacity. They are the renunciation of conformist gestures, of virtual images and projections, of sounds without soul, of non-communication, of the standardisation of ideas and consumption. They are music, they are the sun that gives us life and accompanies us throughout it.